Wordpress multilingual è online. Si tratta di un blog scritto in più linguaggi da diversi autori. La finalità è di sperimentare il plugin Gengo (scritto da Jamie Talbot) che aggiunge funzionalità multilingue a Wordpress. Vi si trovano articoli su come utilizzare Gengo ma anche considerazioni di tipo più generale sulle problematiche connesse alla creazione di un sito multilingue. Attualmente sono presenti articoli in sette lingue diverse.
Weblogs
Ho integrato la mia galleria fotografica basata su Gallery 2 con questa pagina basata su Wordpress, grazie al plugin WPG2.
L’operazione non è particolarmente complicata ma mi ha fatto dannare su due cose:
- Far si che Gengo (un plugin che fornisce una versione multilingua di Wordpress) non operasse sulle pagine integrate di Gallery che ha già integrato un modulo per la gestione di più linguaggi
- Reindirizzare tutte le vecchie pagine di Gallery alla nuova versione sul sito. Alla fine la questione e ra più semplice di quanto sembrasse, e l’ho risolta con un semplice redirect in un file .htaccess.
I vantaggi della cosa sono due:
- Tutte le pagine del sito hanno lo stesso aspetto e header e footer sono comuni: le pagine gestite da WP hanno dentro il loop di Wordpress, quelle di Gallery il loop di Gallery
- Posso integrare immagini dall mio archivio in un post di WP inserndo un semplice tag nel post
I have had an english weblog for some time, but I could not keep it updated. It was a separate installation of Wordpress and it was a pain to have to install twice everything (security updates, plugins, themes…).
Now some multilingual plugins are available for WP and I gave two of them a try:
Polyglot is a very simple plugin: in the same post you write in both language (separated by html-style tags) and the plugin looks at the visitor’s browser language and serves the right text, hiding the other version.
Polyglot simple approach means that it has fewer compatibility problems and that it works very well with external blog editors (tested with MarsEdit and Flickr). It is only a fact of using the right tags.
It has two big disadvantages:
- Every post must have both the languages, otherwise the same language is showed in both versions of the page.
- It works only at post-level: i.e. it does not localize the general page and theme features.
Gengo is a more advanced multilingual plugin. It works at database level adding for every post some language related fields.
With Gengo you can have post in english and italian (or your language of choice) and post translations (translations are posts in different language which are linked). You can have summaries for posts: summaries are small pieces of text appearing in a post witten in the other language. Gengo has the ability to write translations side by side in the WP “write post” screen.
Gengo has a very good integration with Wordpress: it changes the wordpress locale (this means that you get all the words like comments, categories, links in your language) and it manages the permalink structure in a smart way. You can also change the blog title and description. And you can configure it in an option sheet in the WP admin page, no need to edit text files.
On the minus side Gengo does not seem to work well with external blog editors… it is made to be used in the WP web interface.
This is a test post for the polyglot wordpress plugin which makes easy bilingual blogging. I am now testing another, more complex plugin: Gengo, courtesy of Jamie Talbot.
Akismet è un servizio web antispam utilizzabile con i blog basati su Wordpress. Commenti, trackback e pingback vengono confrontati prima di apparire sul blog con una lista(”blacklist”) aggiornata costantemente su un server centrale. L’installazione è abbastanza macchinosa e richiede un plugin per Wordpress e una chiave ottenibile solo registrandosi (è gratutio) sul Wordpress.com. Ho disattivato tutte le protezioni che avevo per vedere come reggerà alla prossima inevitabile ondata di spam.
Ho aperto queste pagine circa tre anni fa. A quei tempi i blog non erano molto diffusi in Italia, ora le cose sono cambiate ma all’aumentare della quantità non è corrisposto un parallelo aumento della qualità. La maggior parte dei blog italiani sono spazzatura. Pochi hanno veramente qualcosa da dire. la maggior parte sono riempiti di cazzate o sterili polemiche. La gente capace di scrivere, come Antonio, si conta sulla dita di una mano e i blog tematici sono molto pochi Io l’unica cosa che produco di buono (perlomeno così mi sembra, ma altre opinioni me lo confermano) sono alcune foto e ormai sono l’unica cosa che posto, salvo rare eccezioni. Io ho solo due ragioni per mantenere un blog, quella secondaria è condividere le foto (che potrei fare anche solo con Flickr) quella principale è giocare con i software di content management (CMS), che sono sempre più evoluti e interessanti.
Riprendo una considerazione dal post precedente, quella sulla localizzazione del software per la gestione di weblog. Ho usato nel corso degli anni quattro software per blog tra i più noti e dal punto di vista della localizzazione devo dire che il modello Open Source di Wordpress ha prodotto i risultati migliori. WP nella versione 1.2 è completamente localizzato (tanto il blog quanto l’interfaccia di amministrazione) e la traduzione è fatta bene (quasi sempre).
Come ho già detto l’interfaccia di amministrazione di blogger è in inglese anche se ogni tanto salta fuori qualche parola in italiano. Per localizzare il blog bisogna agire a mano sui template.
Quando usavo Radio Userland, qualche anno fa, anch’esso era in inglese. Ma credo che si potesse tradurre abbastanza facilmente in italiano, anche se sinceramente non ci ho mai provato, data l’estrema configurabilità di Radio.
L’esperienza peggiore l’ho avuto con Typepad (il servizio “ufficiale” di hosting basato su Movable Type): non solo l’unica cosa che si potevano mettere in italiano erano le date dei post, ma a un certo punto Typepad d’ufficio ha deciso che (probabilmente per vicinanza geografica perché avevo le date in italiano) il mio blog era francese e ha cambiato tutte le diciture in francese. Questa micidiale combinazione tra ignoranza americana e sciovinismo transalpino (Typepad aveva appena aperto una filiale a Parigi) mi ha portato a chiudere l’account dopo ripetute e inascoltate richieste all’assistenza tecnica.
Oggi ho aiutato un amico a crearsi un sito con blogger. L’interfaccia è intuitiva e le opzioni configurabili sono moltissime.I template sono bellissimi. Almeno un paio di cose mi lasciano molto perplesso: la prima è che l’interfaccia e la lingua sono localizzate solo in parte. Stento a credere che Google non abbia le risorse per fare una banalissima traduzione. E’ anche vero che anche l’interfaccia di gmail non è stata ancora tradotta (e questo è l’unico motivo per cui non lo consiglio quando qualcuno mi chiede quale è il miglior provider email gratuito). La seconda cosa è che per delle cose banalissime come ad esempio dividere un post tra summary (sulla pagina principale) e excerpt (sulla pagina del post) bisogna editare a mano i template. Infine (ma questa è una fissa personale) mancano le statistiche.
Anche MarsEdit non funziona benissimo con le API di Blogger. Il problema più eclatante è che non si possono dare titoli ai post da MarsEdit. Fortunatamente il pieno supporto alle nuove API atom è prevista in una delle prossime beta.
Flickrgraphè bellissimo. Se avete un account su Flickr, provatelo.
Sto pensando di andare al Tinderbox Weekend europeo, in aprile a Parigi. Qualcun altro?
Tinderbox: Tinderbox Weekend: “”
(Via Mark Bernstein.)